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Arriva al cinema il film sul rapporto tra lei, lui e una figlia. Piccola ma... molto ingombrante «Ti presento Sofia»
Cose da non dire se si vuole far colpo su una ragazza: «Hai presente il negozio del nonno? Adesso lo gestisco io». «Uao, ti hanno promosso!». «Veramente è morto il nonno...». Vabbe’, Gabriele (Fabio De Luigi) è un po’ arruginito, ma il punto è che da sette anni, da quando è padre separato, pensa solo a Sofia, sua figlia. E tutte le possibili nuove fidanzate che incontra lo mollano per questo. Figuriamoci quando si innamora perdutamente di Mara (Micaela Ramazzotti), che non sopporta i bambini e non li vuole intorno. Che situazione, Fabio. Come se ne esce? Fabio De Luigi: «Con una piccola “bugia bianca” che poi diventerà una enorme “bugia nera”. Gabriele fa sparire da casa tutti gli orsacchiotti e giura di non avere figli. E quando alla fine spunta fuori, la bambina gli tiene il gioco e dice di essere sua sorella». Ma questa Mara è proprio così tremenda? Micaela Ramazzotti: «Ma no. Certo, è una fotografa indipendente e avventurosa, una che da un giorno all’altro può partire per il Polo Nord. E lì non può mica portarsi dietro dei bambini. Si dichiara “child free”: orgogliosamente libera dai marmocchi». Insomma, due tipi agli antipodi. Micaela Ramazzotti: «La cosa che più mi diverte è che l’approccio maschile ce l’ha lei. Lei lo corteggia, lo invita al ristorante, lo sgrida... e lui abbozza. Del resto nelle coppie c’è sempre uno che bastona l’altro». Fabio De Luigi: «Mara ha ragione, perché viene ingannata. Lui vorrebbe dirle la verità ma è un po’ fifone, non trova mai il momento giusto. Rimanda oggi, rimanda domani, le cose vanno sempre peggio». A voi è mai successo che, per far colpo, qualcuno vi raccontasse una «balla spaziale»? Fabio De Luigi: «Se è successo non sono mai venuto a saperlo... e spero di non saperlo mai. Preferisco vivere nel mio mondo disneyano».  Micaela Ramazzotti: «Vale anche per me. Ma non credo che sarebbero riusciti a farmela sotto il naso». Primo film insieme. Cosa vi ha colpito l’uno dell’altra? Micaela: «Fabio ti fa ridere con niente. Gli basta uno sguardo, un’espressione, una frase in romagnolo...  come si fa a tenergli testa in una scena?». Fabio: «Micaela porta sul set la leggerezza. Ha un approccio divertito, fa tutto con gusto e senza le manie e le ossessioni che hanno tanti attori». Il film scherza sulla tendenza dei cosiddetti «child free», coloro che non amano i bimbi e non li vorrebbero nella loro vita. Dite la verità: siete mai stati tentati da questa filosofia? Micaela Ramazzotti: «Veramente se ho fatto questo film è stato anche per la voglia di farlo vedere a Iacopo e Anna, i miei bambini di 8 e 5 anni, senza dover girar loro la testa ogni cinque minuti per le scene di sangue... Questo è davvero un film per tutta la famiglia». Fabio De Luigi: «Io ho avuto il mio bel periodo da scapolone da ragazzo, come è giusto, ma adesso sono un  papà felice e convinto. Anche i miei bambini, Dino e Lola (11 e 7 anni, ndr), si sono entusiasmati nel vedere il film e si sono messi a fare il tifo per la piccola protagonista. Non sono mai stato un “child free”, però una cosa voglio chiarirla: i bambini maleducati non li sopporto. Ma è sempre colpa dei genitori che li trattano come cagnolini: vanno al ristorante e li liberano dicendo: “Correte, correte pure, tanto qui è tutto recintato!”». A proposito, è vero che recitare con i bambini è terribile? Micaela Ramazzotti: «Non direi. Io anzi li invidio per la capacità di sopportare con freschezza quelle difficoltà del set che a volte mi snervano: dalle lunghe attese alle scene ripetute tante volte». Fabio De Luigi: «Sarà anche che Caterina Sbaraglia, la bambina esordiente del film, è bravissima. Una settimana prima dell’inizio delle riprese il regista ha voluto che passassimo un pomeriggio insieme per familiarizzare. Siamo andati a spasso per Roma, ci siamo presi un gelato e lì ho scoperto un mio difetto. Lei mi ha detto: “Ma tu perché quando parli indichi sempre tutto col dito?”. Ora che ci faccio caso è proprio vero. Sono malato di un nuovo, terribile disturbo: l’“indicite”...».

Fonte: TvSorrisieCanzoni